
Da secoli il pensiero umano continua a mutare. Ogni giorno ci troviamo di fronte a delle scelte più o meno importanti che però sicuramente cambiano l’esito delle nostre vite. La morte è oggi considerato un argomento tabù per la maggioranza delle persone, ma sembra giunto il momento di fare chiarezza sull’argomento.
La società
Per quanto brutto sia parlare di decessi e di funerali, è necessario informare in maniera dettagliata e trasparente coloro che si dovranno un giorno, purtroppo, affacciare a questo argomento. Già in antichità la morte era considerata un passaggio necessario per la salvezza dell’anima. Esaminando le varie tradizioni dei popoli, infatti, si scopre come la morte sia sempre stata un punto alla base delle società. Il pensiero però muta, si parla della nascita di emozioni che portano l’uomo ad avere paura di questo argomento. Oggi si parla di tabù. Nessuno vuole informarsi su tale argomento, preferendo di gran lunga l’elemento sorpresa nel giorno in cui contatterà l’onoranza funebre di sua fiducia. Il compito della onoranza funebre è si quello di organizzare il funerale in ogni particolare, ma anche rassicurare il dolente sotto ogni aspetto emotivo. Il problema alla base però è la totale mancanza, nella maggior parte dei casi, di tristezza nella perdita del caro. L’importante, purtroppo, è l’elemento ‘denaro’, dal momento che le scelte sulla funzione vengono prese in relazione ad un prezzo. Ahimè, il prezzo di un funerale non ripaga il rispetto della vita passata del proprio caro. Nessuno obbliga o forza la scelta più o meno costosa degli articoli funebri, l’importante è che si spenda poco. Purtroppo questo argomento che non dipende solo dalla onoranza funebre, ma dalla gestione legislativa comunale, regionale e nazionale, porta il parente ad erigere una barriera emotiva che lo porta ad una totale apatia e nel disbrigo veloce delle pratiche funebri. Qui vi è la perdita totale del rispetto della vita del proprio caro.
Volgendo uno sguardo al passato, come accennato prima, notiamo come le popolazioni non dotate di beni di lusso, davano importanza alla celebrazione e non all’aspetto stilistico. Questo non vuol dire che esso non sia importante, ma almeno non necessario. Spesso infatti viene meno la consapevolezza delle famiglie sul come affrontare il post decesso. Testamento ed eridità e tanti altri elementi incidono ancora una volta sul valore economico del funerale che porta il dolente ad erigere un’ulteriore barriera.
Oggi affrontare il decesso di una persona significa prima di tutto spendere soldi, non più piangere il proprio caro.. e questo non è giusto, non totalmente.
Informarsi prima però di questi piccoli aspetti che non riguardano in maniera plateale il funerale può sicuramente aiutare le famiglie nella gestione emotiva e decisionale nel momento del bisogno. Muoversi anticipatamente non significa avvicinarsi alla fine, ma ad un nuovo inizio. Inutile la scaramanzia e le battute maleducate di chi vede carri funebri passare, il rispetto viene prima di tutto, anche nei confronti di una famiglia che ha fatto sacrifici anche nell’organizzare l’ultimo saluto al proprio caro.
Così voglio concludere questa parte del discorso, senza entrare in dettagli o in elementi che potrebbero far perdere di vista la tematica centrale. La morte rimarrà un tabù nei discorsi delle persone, ma bisogna maturare l’idea che informarsi rende più sicuri e calmi nel momento peggiore, il resto lasciatelo alle onoranze funebri che sapranno sicuramente essere l’appoggio decisivo su cui contare nel momento più brutto che attraversa la vita delle persone. Non vedete queste aziende come un male della società che spillano soldi, ma anzi, come semplici persone che come tante devono portare i soldi alla propria famiglia, e nel fare questo hanno scelto di occuparsi di un lavoro che è purtroppo necessario, ma che vuole l’impegno, l’amore, la solidarietà e la costanza nell’aiutare chi in quel momento sta peggio di noi.
Diego Cesari.